Fermo Amministrativo 2020: Fermo amministrativo e Codice della Strada | Quando si verifica il fermo amministrativo | Come evitare il fermo amministrativo sul proprio veicolo | 444

Con la detenzione amministrativa, un’entità o amministrazione può bloccare un’attività appartenente al debitore che è registrata in un registro pubblico. Nel caso del blocco amministrativo dell’auto, il bene è registrato presso al PRA, acronimo del Public Automobile Register, e l’amministrazione può decidere per la detenzione, impedendo così al proprietario di circolare con l’auto e persino venderla. La causa della detenzione amministrativa può essere il mancato pagamento di tasse, imposte o multe, imposte a causa di una violazione del codice della strada.

La detenzione amministrativa è organizzata quando una persona contrae un debito con le autorità fiscali e non lo onora. L’ente incaricato della riscossione del credito invia innanzitutto una cartella di riscossione delle imposte. A quel punto, il debitore ha due mesi, a partire dalla notifica, per effettuare il pagamento. Può anche chiedere una quota dell’importo o richiedere una sospensione o la cancellazione della misura, magari presentando un ricorso. Se non esegue alcuna di queste procedure, l’Agenzia delle Entrate procede contro di lui, con l’obiettivo di rispettare la legge e proteggere il creditore. C’è una distinzione da fare per quanto riguarda l’ammontare del debito. se l’importo dovuto non supera i mille euro, il debitore ha circa quattro mesi per cercare un accordo, prima di incorrere in azioni di esecuzione da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Prima del fermo del veicolo, l’Agenzia delle entrate notifica al debitore la misura amministrativa nei suoi confronti. A questo punto il contribuente ha un mese di liquidazione. Se il registro di riscossione delle imposte rimane ancora incompleto, l’amministrazione dovrebbe procedere all’arresto dei veicoli immatricolati al debitore. Com’è fatto esattamente? Il licenziatario della raccolta registra l’ordine di detenzione nel PRA, il registro pubblico della cartella di riscossione delle imposte. La normativa pertinente prevede che non è possibile registrare un’ipoteca sulla casa del debitore se l’importo è inferiore a 120.000 euro. in questo caso il veicolo sarà bloccato nel parcheggio del debitore.

I tempi di fermo possono essere evitati. non è un trucco ma una possibilità: è sufficiente co-immatricolare il veicolo con una seconda persona, può essere un amico o un parente. l’amministrazione non può quindi procedere con la detenzione, poiché sarebbe illegittima. Ciò è stato stabilito da diverse sentenze che prescrivevano che il debito di uno dei nominati non dovesse violare il diritto del candidato a utilizzare l’auto. Pertanto, nel caso in cui l’imposta di bollo o un’ammenda non siano state pagate, se l’auto è anche registrata a una seconda persona, l’auto sarà in grado di circolare liberamente.
Una seconda possibilità si presenta quando il veicolo viene utilizzato dal contribuente per motivi di lavoro. Dal momento in cui il debitore dell’amministrazione riceve l’avviso di detenzione, ha un mese per dimostrare di aver bisogno dell’auto per lavorare e quindi per vivere. il veicolo deve essere strumentale alla professione: pensare agli agenti di vendita o ai proprietari di un veicolo usato in un cantiere. la detenzione influenzerebbe l’attività lavorativa. Ovviamente i mezzi utilizzati per un lavoro devono essere registrati nei conti.

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    Come funziona il fermo amministrativo?

    Trattandosi di recupero crediti per enti e P.A., il fermo amministrativo viene normalmente eseguito e comunicato dall’agente della riscossione (fino ad oggi Equitalia), il quale notifica al cittadino una cartella esattoriale con riepilogo di quanto dovuto all’ente creditore. Se nei 60 giorni successivi alla notifica (che si contano di calendario, festivi inclusi) il debitore non ha pagato, o non ha ottenuto una rateizzazione, una sospensione o un annullamento del debito, l’agente riscossore può attivare le procedure di recupero forzoso.
    Attenzione però: Equitalia, per i debiti fino a 1.000 euro, non procede ad esecuzioni se non è stata inviata, con posta ordinaria, una comunicazione di riepilogo del debito e se da questo invio non sono trascorsi 120 giorni. In ogni caso, l’esecuzione del fermo amministrativo, con iscrizione del provvedimento al PRA, deve tassativamente essere preceduta dalla notifica al debitore del relativo preavviso, che deve contenere le seguenti informazioni:
    • tipo di debito, in modo da far comprendere al debitore quale sia la sua origine;
    • importo dovuto;
    • anno di riferimento del debito;
    • numero identificativo della cartella esattoriale e data della notifica.
    Dal ricevimento del preavviso decorrono ulteriori 30 giorni per il saldare, rateizzare, sospendere o far annullare il debito, altrimenti il fermo verrà iscritto. Attenzione: il preavviso è atto necessario, in mancanza del quale il successivo fermo può essere contestato.

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    Fermo amministrativo auto: l’assicurazione risarcisce il danno?

    Fermo amministrativo auto: l’assicurazione risarcisce il danno?
    Le compagnie assicurative lasciano all’assicurato l’onere di attestare che il veicolo è idoneo alla circolazione. In caso di sinistro cosa succede? In linea di massima, la compagnia assicurativa potrà legittimamente rifiutarsi di pagare i danni causati dalla circolazione di un mezzo sottoposto a fermo amministrativo, ipotesi che spesso viene prevista direttamente nel contratto.
    Una possibile eccezione è data dal caso che la macchina che ha causato l’incidente circolasse contro la volontà del proprietario (quindi in caso di furto), a condizione che fosse correttamente custodita.
    Fermo amministrativo su veicoli cointestati
    E se l’auto è intestata a più persone, di cui soltanto una è debitrice verso pubbliche amministrazioni o enti, che succede? È comunque possibile il fermo del mezzo?
    La questione non è chiarita dalla legge, ma è stata affrontata dalla giurisprudenza, la quale ha per il momento dato risposta negativa. Il fermo amministrativo non può quindi essere legittimamente iscritto su un’auto (o altro mezzo) che appartenga a più persone e di cui una sola sia debitrice. Questo ovviamente per tutelare la persona totalmente estranea all’inadempimento.
    Il pensiero comune è che sia sufficiente intestare l’auto a due persone per evitare in modo semplice il fermo amministrativo, ma è davvero così?
    Questa cosa è valida se la cointestazione avviene da subito: infatti nel caso in cui si trattasse di una donazione, l’atto potrebbe essere revocabile (entro 5 anni). Ciò è quello che prevede il Codice Civile, consentendo una revocatoria degli atti a titolo gratuito se questi effettuano un depauperamento dei beni di un debitore.
    Fermo amministrativo: come si fa ricorso?
    Hai verificato che ci sono presupposti per contestare il provvedimento di fermo amministrativo: a chi devi presentare l’impugnazione? Si tratta di un problema a lungo discusso, su cui la Cassazione ha fatto chiarezza, fondando la distinzione sul tipo di debito che motiva il fermo amministrativo. Infatti:
    • se il fermo è dovuto a mancato pagamento di oneri fiscali (tasse, sanzioni per il mancato pagamento di tasse, ecc.) la competenza è delle Commissioni Tributarie Provinciali;
    • se il fermo è dovuto a mancato pagamento di contributi e sanzioni diverse la competenza è del giudice ordinario (quindi Giudice di Pace in caso di valore modesto e di questioni relative alle violazioni al codice della strada, Tribunale per valore più elevato e in caso di omesso versamento dei contributi previdenziali).

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    Cosa si intende con FERMO AMMINISTRATIVO di UN VEICOLO

    Il fermo amministrativo (atto definito dall’articolo 86 del D.P.R. n. 602 del 1973) è una sanzione accessoria prevista dal codice della strada (articoli 213, 214 Nuovo Codice della strada) per determinate violazioni in aggiunta alla pena pecuniaria, e ha effetti sullo status giuridico del bene che risulta non più autorizzato alla circolazione.
    In caso si venisse sorpresi a condurre un veicolo posto sotto fermo amministrativo si incorrerebbe in una ammenda fino a 2.628,15 euro e alla confisca immediata del mezzo.
    Inoltre con il DPR 602 del 1973 è stato introdotto come forma di riscossione coattiva, qualora non fosse possibile il pignoramento da parte dell’ente creditore. Successivamente con l’articolo 3 della legge n.248 del dicembre 2005 è stato reso l’atto preliminare per l’espropriazione forzata da parte del concessionario della riscossione dei tributi, le cosiddette ganasce fiscali.
    Il provvedimento è stato reso esecutivo dalla legge finanziaria per il 2006.
    In base a questa norma, Equitalia, il concessionario della riscossione (per conto dell’agenzia delle entrate, dell’Inps, dell’Inail, del Comune, della Camera di commercio, etc.) in caso di mancato pagamento della cartella esattoriale, entro 60 giorni dalla notifica, procede ad inviare un preavviso di 20 giorni al contribuente moroso, con il quale lo si avverte che in caso di mancato pagamento l’autovettura (o qualsiasi altro bene registrato) indicata nel provvedimento di fermo non potrà più circolare, pena sanzioni e mancata validità dell’assicurazione RCA.

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    Fermo amministrativo auto: quando avviene e come verificarlo

    Con il fermo amministrativo un ente o un’amministrazione può bloccare un bene, appartenente al debitore, che sia iscritto in un registro pubblico. Nel caso del blocco amministrativo dell’automobile, il bene viene iscritto al PRA, acronimo di Pubblico Registro Automobilistico, e l’amministrazione può decidere per il fermo, impedendo così al proprietario di circolare con l’automobile e addirittura di venderla. La causa del fermo amministrativo può essere il mancato pagamento di tasse, tributi oppure multe, comminate a causa di una violazione del Codice della Strada.
    Quando avviene il fermo amministrativo
    Il fermo amministrativo viene predisposto quando un soggetto contrae un debito con l’erario e non lo onora. L’ente predisposto alla riscossione del credito invia per prima cosa una cartella esattoriale. A quel punto il debitore ha due mesi di tempo, a partire dalla notifica, per provvedere al pagamento. Può anche chiedere una rateizzazione dell’importo, oppure richiedere una sospensione o un annullamento del provvedimento, magari intentando un ricorso. Se non esegue alcuna di queste procedure l’Agenzia delle Entrate procede contro di lui, con l’obiettivo di rispettare la legge e tutelare il creditore.
    C’è una distinzione da fare rispetto all’ammontare del debito; se la cifra dovuta non supera i mille euro, il debitore ha circa quattro mesi per cercare una conciliazione, prima di incorrere in azioni esecutive da parte dell’Agenzia delle Entrate; il termine di 120 giorni si calcola a partire dalla ricezione di una comunicazione scritta, con il dettaglio della cifra dovuta.
    Prima del fermo, l’Agenzia delle Entrate avvisa il debitore del provvedimento amministrativo a suo carico.
    A questo punto il contribuente ha a disposizione un mese per mettersi in regola. Qualora la cartella esattoriale rimanesse ancora inevasa, l’amministrazione dovrebbe procede al fermo dei veicoli che sono intestati al soggetto debitore. Come avviene esattamente? Il concessionario della riscossione iscrive il provvedimento di fermo nel PRA, il Pubblico Registro Automobilistico. Bisogna ricordare che si può incorrere nell’iscrizione al PRA per il mancato pagamento del bollo auto o della cartella esattoriale. La normativa in materia prevede che non sia possibile iscrivere un’ipoteca sull’abitazione del debitore se la cifra è inferiore ai 120.000 euro; in questo caso il fermo è predisposto sul parco auto del soggetto debitore. Tuttavia, entro i 30 giorni, il contribuente ha facoltà di dimostrare che l’automobile è necessaria alla sua attività lavorativa, in quel caso specifico il provvedimento non viene iscritto al PRA. In mancanza delle due notifiche il fermo dell’automobile può considerarsi illegittimo.
    Nel preavviso inviato devono essere contenute alcune informazioni:
    • la cifra in oggetto e la natura del debito;
    • l’anno in cui è stato contratto il debito.
    Conseguenze fermo amministrativo
    Quali sono le conseguenze del fermo? Il proprietario non dispone più dell’automobile, almeno fino a quando non avrà saldato la il suo debito, cancellando così l’iscrizione dal PRA. Dunque non potrà circolare col veicolo, pena la multa; inoltre il mezzo non potrà essere demolito, cancellato dal Pubblico Registro oppure portato all’estero. Anche gli acquirenti del veicolo sottoposto al fermo non potranno circolare sulle strade e autostrade italiane. Se il debitore, nonostante il fermo, non provvede al pagamento, il concessionario della riscossione venderà l’automobile per recuperare il credito.
    Come verificare il fermo amministrativo
    L’esistenza di un fermo sulla propria automobile può essere verificata in tre modi:
    • si può richiedere online una visura per targa al PRA. È sufficiente collegarsi al sito dell’ACI e scegliere in che modalità si preferisce pagare il servizio; poi si dovranno fornire i propri dati e quelli della fatturazione; in seguito si devono indicare i dati della vettura, per esempio la targa, e specificare se si tratta di un’automobile, di una motocicletta o di un rimorchio. La visura è fondamentale quando si acquista un’automobile, perché permette a chiunque di verificare se c’è un fermo sul mezzo, che non permetterebbe al compratore di utilizzarlo;
    • la seconda possibilità è verificare di persona se c’è un blocco amministrativo, recandosi al PRA e richiedendo la visura. In questo caso basta fornire il numero di targa del veicolo. L’ispezione ha un costo di circa 9 euro per i diritti, mentre il prezzo della visura è di 6 euro. È anche possibile delegare qualcun altro per svolgere l’accertamento, oppure incaricare un’agenzia;
    • l’ente a cui ci si può rivolgere è l’ACI: nel caso in cui si è tesserati, l’Automobil Club, attraverso le sue delegazioni sparse su tutto il territorio, effettua verifiche sul fermo amministrativo e su altre pratiche relative alle automobili.
    Come evitare il fermo amministrativo
    Il fermo può essere evitato; non si tratta di un trucco ma di una possibilità: è sufficiente cointestare il veicolo a una seconda persona, può trattarsi di un amico o di un congiunto; l’amministrazione non potrebbe dunque procedere al fermo, in quanto sarebbe illegittimo. Lo hanno stabilito diverse sentenze che hanno prescritto che il debito di uno degli intestatari non debba ledere il diritto del cointestatario di utilizzare l’automobile.
    Dunque, nel caso in cui non si è pagato il bollo o una multa, se l’auto è intestata anche a una seconda persona, la vettura potrò circolare liberamente.
    Una seconda possibilità si verifica quando l’automezzo è utilizzato, dal contribuente, per motivi di lavoro. Dal momento in cui il soggetto debitore dell’amministrazione riceve il preavviso di fermo, ha un mese di tempo per dimostrare che l’auto gli serve per lavorare e dunque per vivere; l’automezzo deve essere strumentale alla professione: si pensi agli agenti di commercio oppure ai proprietari di un mezzo impiegato in un cantiere edile; il fermo pregiudicherebbe l’attività lavorativa. Ovviamente i mezzi usati per un’attività lavorativa dovranno risultare iscritti in contabilità.
    Come cancellare il fermo amministrativo
    Se si procede al pagamento della cartella esattoriale, il fermo può essere cancellato. Il provvedimento sanzionatorio si estingue nel momento in cui si estingue il debito, con l’ultima rata, nel caso in cui si è ottenuta una rateizzazione del debito. Come si procede? Basta recarsi al PRA con una documentazione che includa:
    • un provvedimento di revoca: il formato deve essere originale; il documento viene emesso dal concessionario della riscossione, una volta che il debito sia stato saldato; contiene i dati relativi all’automobile, quelli del soggetto su cui gravava il provvedimento e l’ammontare del debito oggetto della cancellazione;
    • il certificato di proprietà dell’automobile: può trattarsi di quello cartaceo o digitale; sul retro del documento deve essere scritta la richiesta. In alternativa va bene anche il foglio complementare;
    • il modulo NP-3: questo modello è necessario solo nel caso in cui non si abbia a disposizione il certificato di proprietà per la richiesta di revoca.
    Quanto costa cancellare il fermo della propria automobile? Per eliminare il fermo bisogna pagare:
    • l’imposta di bollo del valore di 32 euro, nel caso in cui si utilizzi il certificato di proprietà per la richiesta di cancellazione;
    • 48 euro: utilizzando il modulo NP-3.
    Si sottolinea che si tratta di una richiesta di cancellazione, per cui sarà necessario che la domanda venga accolta e il fermo cancellato. In caso di esito positivo il soggetto entrerà in possesso di un nuovo CPD.

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    Difendersi dal fermo amministrativo dell’auto

    Una vecchia multa da Codice della Strada non pagata o una tassa sull’immondizia non versata si possono trasformare in ganasce fiscali ai danni dell’auto. Il meccanismo è infatti molto semplice: tutto parte da un gestore della strada, di solito un Comune (attorno a 1,7 miliardi di euro di verbali l’anno incassati da questi enti locali, vedi qui), che fa pervenire all’automobilista una contravvenzione. Se questa non viene pagata entro 60 giorni, l’amministrazione si rivolge all’ente riscossore: fino a ieri Equitalia, da luglio 2017 a riscuotere le multe ci pensa l’Agenzia delle Entrate – Riscossione – che invia una cartella esattoriale al cittadino: include il doppio della sanzione originaria, più varie ammende e interessi di mora. Se l’automobilista non paga, vengono minacciate misure coercitive, fra cui il fermo amministrativo della vettura: le ganasce fiscali. Provvedimento contro il quale, a determinate condizioni, ci si può opporre.

    1. Come spiega l’ACI, il fermo amministrativo è stato iscritto per errore, perché basato su una somma non dovuta dal contribuente, il concessionario della riscossione provvede a richiedere al PRA la cancellazione gratuita dell’iscrizione delle ganasce fiscali. In questo caso, è filato tutto liscio: c’è stato il grave errore iniziale della pubblica amministrazione, ma poi il cittadino è riuscito a dimostrare che il fermo era ingiustificato, e la pratica si chiude in modo positivo. La vettura, libera da vincoli, torna a circolare. Se invece il riscossore non elimina le ganasce, non resta che il punto tre.

    2. l’opposizione. I motivi per opporsi alle ganasce fiscali sono essenzialmente due. In particolare, nessuna multa potrebbe mai essere stata inviata in modo corretto a casa del proprietario dell’auto. La “partita” si gioca sul filo dei giorni: si rammenti che il verbale deve arrivare a casa del proprietario della vettura entro 90 giorni dall’accertamento della violazione. In alternativa, si tenga presente che le ganasce fiscali senza preavviso sono nulle, e se non c’è stata quella notifica il fermo non vale. In entrambi i casi, la tesi prevalente è che ci si debba rivolgere al Giudice di Pace competente per il luogo dove si risiede: dovrà essere il Comune a dimostrare che la notifica della multa è avvenuta secondo la legge, o il riscossore a provare che il preavviso di fermo c’è stato.

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    Come evitare il fermo amministrativo

    Come evitare il fermo amministrativo
    Il fermo può essere evitato; non si tratta di un trucco ma di una possibilità: è sufficiente cointestare il veicolo a una seconda persona, può trattarsi di un amico o di un congiunto; l’amministrazione non potrebbe dunque procedere al fermo, in quanto sarebbe illegittimo. Lo hanno stabilito diverse sentenze che hanno prescritto che il debito di uno degli intestatari non debba ledere il diritto del cointestatario di utilizzare l’automobile.

    Dunque, nel caso in cui non si è pagato il bollo o una multa, se l’auto è intestata anche a una seconda persona, la vettura potrò circolare liberamente.
    Una seconda possibilità si verifica quando l’automezzo è utilizzato, dal contribuente, per motivi di lavoro. Dal momento in cui il soggetto debitore dell’amministrazione riceve il preavviso di fermo, ha un mese di tempo per dimostrare che l’auto gli serve per lavorare e dunque per vivere; l’automezzo deve essere strumentale alla professione: si pensi agli agenti di commercio oppure ai proprietari di un mezzo impiegato in un cantiere edile; il fermo pregiudicherebbe l’attività lavorativa. Ovviamente i mezzi usati per un’attività lavorativa dovranno risultare iscritti in contabilità.

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    Fermo amministrativo Fiscale 2020 novità in Legge di Bilancio 2020:

    Fermo amministrativo Fiscale 2020 novità in Legge di Bilancio 2020:
    Come previsto dalla nuova Manovra 2020, cambia dal prossimo anno la procedura di recupero delle somme evase che diventerà ancora più veloce.
    Il Comune, infatti, non dovrà più attendere i tempi di iscrizione a ruolo del debito con conseguente emissione della cartella di pagamento ma potrà avviare sin da subito tutte le procedure esecutive e cautelari previste oggi, come ad esempio il Fermo amministrativo Fiscale, l’ipoteca o il pignoramento veloce tasse locali.

    Fermo amministrativo Fiscale: di cosa si tratta e come verrà applicato nel 2020?
    Che cos’è il Fermo amministrativo Fiscale dell’automobili, moto, scooter, macchine agricole, pullman o della moto? Il Fermo amministrativo Fiscale è un procedimento cautelare e poi esecutivo, che l’ADE, può attivare nel caso in cui il contribuente a cui è stata notificata una cartella esattoriale, non paghi l’importo del debito entro 60 giorni.
    Ma esattamente cos’è il Fermo amministrativo Fiscale automobili, moto, scooter, macchine agricole, pullman e moto? E’ un atto formale attraverso il quale Equitalia, o altro agente della riscossione, dispone il blocco dei veicoli a motore intestati al debitore.
    Cosa significa avere un veicolo con Fermo amministrativo Fiscale? Che il veicolo a motore, per cui automobili, moto, scooter, macchine agricole, pullmanmobili, moto, scooter, macchine agricole, pullman ecc, oggetto di garanzia del credito per gli Enti impositori, viene bloccato temporaneamente tramite un atto ufficiale.
    Per cui se il debitore subisce un Fermo amministrativo Fiscale sulla sua automobili, moto, scooter, macchine agricole, pullman per una cartella di pagamento non pagata fino a quando non estinguerà il debito, il veicolo non potrà circolare su strada, non potrà essere radiato dal PRA esportato all’estero o demolito, ma potrà essere venduto anche se il nuovo acquirente non potrà comunque farlo circolare o demolire.
    Coloro i quali verranno trovati a non rispettare le suindicate limitazioni, incorreranno inoltre, in una sanzione amministrativa che varia tra 1.988 e 7.953 euro, oltre ovviamente al sequestro del veicolo.

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